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Perchè la “Rivolta dei Sacchetti” interessa anche te

By Gennaio 6, 2018 Luglio 13th, 2018 No Comments
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Perché la rivolta dei sacchetti coinvolge anche la vostra azienda, anche se vendete cessi, divani o piatti in ceramica.

Per l’Europa, i sacchetti superleggeri per la pesata e la prezzatura dei prodotti sfusi possono essere non biodegradabili.
La direttiva europea cerca infatti di sostituire ai classici sacchetti inquinanti, una versione biodegradabile.
L’Italia, come sempre fa quando recepisce una norma Europea, può metterci del suo, e quindi ha aggiunto l’obbligo di essere non solo biodegradabile ma anche compostabile, cosa che l’Europa non aveva imposto.
Un elemento biodegradabile, e questo lo dicono gli esperti e lo dicono le norme, non è automaticamente anche compostabile.
Per essere definito biodegradabile un prodotto deve decomporsi in composti chimici semplici come acqua, anidride carbonica e metano del 90% entro 6 mesi.
Si definisce invece compostabile (trasformabile in compost, un concime naturale) quel materiale che non solo è biodegradabile ma anche disintegrabile e il cui processo di decomposizione avviene in meno di 3 mesi.

Cosa comporta questo?
I prodotti “biodegradabili” sono fatti di materie plastiche protette da una serie di brevetti, e sono dati in concessione ad una serie di aziende nel mondo, di cui 150 solo in Italia.
I prodotti “biodegradabili e compostabili” invece, sono fatti di materie plastiche protette da altri brevetti, che nel mondo sono esclusiva di una decina di aziende, di cui opera in Italia principalmente una, la Novamont, che detiene il brevetto della Mater-bi. E l’80% del mercato.
Con una legge recepita in maniera così esclusiva, vengono tagliate fuori dall’Italia tutte le aziende che già producono plastica Bio, e si restringe il mercato a soli 10 aziende produttrici.

Cosa significa questo?
Che da un lato il mercato dei sacchetti bio è passato in un colpo solo da nicchia ristretta a sotto-mercato dei sacchetti per supermercati, con un potenziale da 400 milioni di euro.
Dall’altro, che il mercato è stato reso esclusivamente accessibile all’azienda già Leader (se conoscete i principi di Ries, immagino capirete che vita attende le altre aziende), e ad altre 9, tra cui la statunitense Ingeo P.L.A., e la franco-tedesca Biotec-Sphère, a cui verranno dati i rimasugli di mercato.

rivolta-legge-sacchettiEsistono altre bioplastiche compostabili?
Si, ma sono tutte in mano a un pugno di aziende, le 10 sopra-menzionate. In un settore dove la Novamont, in Italia, ripeto, è già leader.
Tutte le altre aziende che producono bioplastica, invece, si attaccano al cazzo, perlomeno in Italia.
E le piccole italiane potranno solo vendere al leader fabbriche etc, visto che giustamente aumenterà anche la domanda, ma con un blocco virtuale imposto dal Governo sull’offerta, che dovrà sottostare a condizioni da brevetto.

Perché questa cosa coinvolge anche le vostre aziende?
La Mater-bi, non è un SINGOLO materiale, quindi non è adatto solo per fare sacchetti.
Il marchio “Mater-Bi” infatti è un nome generico dato ad una serie di classi che hanno tutte in comune l’amido di mais.
Per esempio, le capsule compostabili della Lavazza, sono fatte in Mater-bi, da Novamont.
Cosa succede se il Governo da domani stabilisce (e succederà) che le capsule debbano tutte essere fatte in Mater-bi per essere vendute in Italia?
Che lasci decidere ad un’azienda privata, la Novamont, vita, morte e miracoli delle aziende che vendono capsule.
Immaginate che domani la Boffi crei un tipo di cessi fatto in Mater-Bi, e ottenga l’esclusiva dalla Novamont per il settore.
O addirittura, crei la Boffi stessa una ceramica biodegradabile brevettata, che chiamerà BioCes.
E immaginate che non dia il brevetto in concessione a nessuno.
Da dopodomani, il governo potrebbe emanare una legge che stabilisce che tutti i cessi devono essere fatti in BioCes.

Cosa succede ai concorrenti della Boffi?
Secondo voi, il problema di tutto questo, è limitato ai 2 centesimi che paghi per un sacchetto, o è piuttosto l’ingerenza del Governo sul libero mercato che può portare l’Italia ad un diverso tipo di controllo?
Per oggi, ridete dei 2 centesimi per una sportina. Domani, chissà che non siate costretti a chiederli come parte del reddito di cittadinanza.

Credo sia giusto anche far notare un paio di cose:

Gentiloni e Realacci, entrambi del PD, oggi al Governo ed ex Verdi, sono stati pezzi grossi di Legambiente. E Realacci è ancora Presidente Onorario.
Legambiente con Novamont ha una partnership dichiarata e mai tenuta nascosta, per la diffusione in Italia della Mater-Bi.
Novamont appartiene per il 25% a Versalis Spa. Versalis Spa appartiene per il 100% a Eni Spa.
Eni Spa appartiene per il 5% al Ministero dell’Economia e delle Finanze, e per il 25% alla Cassa Depositi e Prestiti. La Cassa Depositi e Prestiti appartiene all’83% al Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Quindi diciamo che il Governo ha qualche interesse diretto.

Sapete il motivo per cui il sacchetto deve finire in scontrino, e il costo non può essere assorbito dal supermarket?
Semplice: è un problema di IVA. Se il costo del sacchetto viene assorbito dal supermercato, il supermarket di fatto non la paga. Costringendo a mettere invece il sacchetto in scontrino, l’IVA viene pagata dal consumatore.

A quanto ammonta l’IVA, su 400 milioni di euro?